Un avviso sul cruscotto, la scritta “perdita di pressione” e la tentazione di accostare subito. Peccato che, in molti casi, le gomme siano perfettamente gonfie. È il motivo per cui Stellantis ha avviato in Francia un richiamo che riguarda 13.234 veicoli di diversi marchi del gruppo.
Non si parla di forature reali, ma di un malfunzionamento del sistema che rileva e visualizza la pressione degli pneumatici, capace di far scattare l’allerta “a vuoto”. I proprietari, fa sapere l’azienda, verranno contattati tramite lettera per organizzare l’intervento in officina.
La notizia fa rumore perché nella lista ci sono modelli diffusissimi: dalle multispazio per famiglie ai piccoli SUV urbani, fino ai veicoli da lavoro. Un mix che, anche per un pubblico italiano, suona familiare: sono auto che si vedono ogni giorno in città e in provincia.
Quali modelli sono coinvolti: una campagna trasversale su più marchi del gruppo
Sommaire
- 1 Quali modelli sono coinvolti: una campagna trasversale su più marchi del gruppo
- 2 Perché il TPMS conta: dal 2014 è obbligatorio in Europa
- 3 La causa: taratura dell’ESC e sensori che interpretano male la velocità delle ruote
- 4 Come funziona il richiamo: lettera ai proprietari e intervento in officina
- 5 Impatto per automobilisti e gruppo: fiducia negli avvisi e costi di gestione
- 6 Punti chiave
- 7 Domande frequenti
- 7.1 Quali modelli Stellantis sono interessati dal richiamo in Francia?
- 7.2 Qual è il problema segnalato su questi veicoli richiamati?
- 7.3 Da dove deriva il falso avviso di pressione degli pneumatici?
- 7.4 Come vengono informati i proprietari e cosa devono fare?
- 7.5 Si può continuare a guidare se si accende la spia della pressione?
- 8 Fonti
Il richiamo in Francia interessa 13.234 auto e coinvolge marchi che fanno capo a Stellantis, il colosso nato dalla fusione tra PSA (Peugeot-Citroën) e FCA (Fiat Chrysler). In elenco compaiono Citroën Berlingo, DS3, Fiat Doblo, Opel Combo, Opel Corsa, Opel Mokka, Peugeot 2008, Peugeot Partner e Rifter.
È un classico “richiamo di piattaforma”: quando un componente o una logica software è condivisa tra più modelli e più brand, l’effetto si propaga a catena. E infatti qui convivono auto con identità molto diverse, dalla citycar come Corsa al SUV compatto 2008, fino ai veicoli pensati per artigiani e flotte.
La campagna non si ferma ai confini francesi: il volume complessivo citato a livello mondiale arriva a 78.500 veicoli. Tradotto: la correzione dovrà essere gestita rapidamente dalla rete di assistenza, con agende che rischiano di riempirsi in fretta dove questi modelli sono più presenti.
Perché il TPMS conta: dal 2014 è obbligatorio in Europa
Dal 2014, in Europa, le auto devono avere un sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici, il TPMS. L’obiettivo è semplice: una gomma sgonfia peggiora la tenuta di strada, allunga gli spazi di frenata e aumenta l’usura, oltre a incidere sui consumi.
Il problema nasce quando l’allarme sbaglia. Un avviso ingiustificato può spingere a fermarsi in condizioni non ideali, a cercare un distributore per gonfiare inutilmente o a guidare con ansia, convinti che ci sia una perdita in corso.
C’è anche un effetto più sottile ma importante: se un segnale suona troppe volte “per niente”, il rischio è che venga ignorato quando invece è reale. È la classica perdita di fiducia negli avvisi di bordo, un tema sempre più centrale nelle auto moderne, piene di messaggi e spie.
La causa: taratura dell’ESC e sensori che interpretano male la velocità delle ruote
Secondo quanto indicato, l’origine del guasto riguarda sensori e una taratura non corretta legata all’ESC, il controllo elettronico di stabilità (in pratica l’“antislittamento” che aiuta a mantenere l’auto stabile). Questi sensori misurano anche la velocità di rotazione delle ruote.
In molti sistemi, una gomma sgonfia può essere “dedotta” indirettamente perché cambia il comportamento della ruota e la sua rotazione. Qui, l’algoritmo finisce per interpretare un’anomalia come perdita di pressione anche quando la pressione è corretta: risultato, spia accesa e messaggio d’allerta senza un problema reale agli pneumatici.
In officina lo scenario è tipico: si controllano le pressioni, tutto è in regola, e si finisce a lavorare su software, calibrazioni e procedure di ripristino. Un percorso che può allungare i tempi e moltiplicare i passaggi, se il difetto si ripresenta.
Come funziona il richiamo: lettera ai proprietari e intervento in officina
Stellantis prevede di avvisare i proprietari tramite lettera, una prassi comune nei richiami: si identificano i veicoli tramite numero di telaio e si forniscono istruzioni per prenotare l’intervento, con indicazioni su tempi e modalità.
La correzione punta a eliminare le segnalazioni errate: trattandosi di sensori e tarature, è verosimile un intervento di aggiornamento o parametrizzazione, con controlli associati. Per chi guida, la parte più concreta sarà organizzativa: trovare un appuntamento utile e, se necessario, chiedere un’auto sostitutiva.
Nel frattempo, una regola resta valida anche sulle strade italiane: una spia pressione gomme non va ignorata “per principio”. Meglio controllare la pressione a freddo e verificare visivamente gli pneumatici. Se è tutto ok ma l’allarme torna, il richiamo potrebbe essere la spiegazione, ma una foratura vera resta sempre possibile.
Impatto per automobilisti e gruppo: fiducia negli avvisi e costi di gestione
Per chi guida, il danno principale è la fiducia: il cruscotto è diventato un centro di controllo continuo e un allarme sbagliato incrina la credibilità dell’intero sistema. Per un artigiano con un Partner o un Combo significa tempo perso; per una famiglia con Berlingo o un 2008 può voler dire un viaggio rimandato o un weekend iniziato con una sosta non prevista.
Per Stellantis, anche un richiamo “non drammatico” ha un costo: comunicazioni, gestione della rete, ore di manodopera, eventuali aggiornamenti e, soprattutto, reputazione. In una fase in cui l’affidabilità è sotto osservazione, anche un difetto che non mette subito a rischio la sicurezza può pesare nella percezione del pubblico.
La vicenda racconta anche un cambiamento più ampio: l’auto non è più solo meccanica, è sempre più software e calibrazione. E quando una taratura dell’ESC può far comparire un messaggio sulle gomme, diventa chiaro quanto i sistemi siano interconnessi. La differenza, la fanno velocità di intervento e trasparenza verso i clienti.
Punti chiave
- Stellantis richiama 13.234 veicoli in Francia per avvisi ingiustificati sulla pressione degli pneumatici
- I modelli citati includono Citroën, Peugeot, DS, Opel e Fiat, dal Berlingo al 2008
- Il difetto è legato ai sensori e alla calibrazione del controllo di stabilità ESC
- I proprietari devono essere contattati per posta per organizzare un intervento in officina
- Anche senza un pericolo immediato, i falsi avvisi riducono la fiducia e generano costi
Domande frequenti
Quali modelli Stellantis sono interessati dal richiamo in Francia?
Il richiamo menziona in particolare Citroën Berlingo, DS3, Fiat Doblo, Opel Combo, Opel Corsa, Opel Mokka, Peugeot 2008, Peugeot Partner e Rifter. Si tratta di veicoli dei marchi Peugeot, Citroën, DS, Opel e Fiat.
Qual è il problema segnalato su questi veicoli richiamati?
Il problema riguarda falsi avvisi di pressione degli pneumatici, con una spia e un messaggio che indicano una perdita di pressione anche se gli pneumatici sono correttamente gonfiati. L’obiettivo del richiamo è correggere questi avvisi ingiustificati.
Da dove deriva il falso avviso di pressione degli pneumatici?
La causa indicata è legata ai sensori e alla calibrazione del controllo elettronico di stabilità (ESC). I sensori misurano la velocità delle ruote e, in alcuni casi, il sistema interpreta erroneamente una differenza come un sottogonfiaggio.
Come vengono informati i proprietari e cosa devono fare?
I proprietari dovrebbero essere contattati tramite lettera. Successivamente occorre seguire le istruzioni, generalmente fissare un appuntamento in officina per applicare la correzione e verificare il corretto funzionamento degli avvisi.
Si può continuare a guidare se si accende la spia della pressione?
Un avviso non dovrebbe essere ignorato a priori. Si consiglia di verificare la pressione degli pneumatici e lo stato visivo. Se è tutto conforme ma l’avviso si ripresenta, il richiamo potrebbe esserne la causa e un passaggio in officina resta la soluzione.
Fonti
- Plus de 13 000 véhicules rappelés en France par Stellantis à cause …
- Stellantis to recall nearly 113000 Jeep vehicles in US for engine …
- Vehicle Recall Information | Stellantis Fleet & Business Solutions
- Stellantis issues "do not drive" warning for 225,000 vehicles with …
- Stellantis scraps Jeep, Chrysler PHEVs amid EV slowdown, recall


