ItalianoVacanze, in Francia non parte il 28%: un nuovo osservatorio smonta il...

Vacanze, in Francia non parte il 28%: un nuovo osservatorio smonta il “mito” del 40% e spiega perché

Date:

Non è solo una questione di relax: le vacanze raccontano il potere d’acquisto, le disuguaglianze, la mobilità e perfino il rapporto con i territori. In Francia, dove il tema torna ciclicamente nel dibattito pubblico, un nuovo studio prova a mettere ordine tra numeri ripetuti e realtà più sfumate.

Huttopia, gruppo turistico specializzato in campeggi e soggiorni “nella natura”, ha lanciato l’Osservatorio Huttopia delle vacanze: un appuntamento annuale, sviluppato con l’ObSoCo (centro di ricerca sui consumi e i comportamenti sociali), per produrre dati accessibili e confrontabili nel tempo. La prima indagine, su 4.000 persone, consegna un dato che fa discutere: il 28% dei francesi dichiara di non partire in vacanza, molto meno del 40% spesso citato come cifra “standard”.

Ma il punto non è solo quanto: è chi non parte, e per quale motivo. Perché dietro quella media si nascondono esclusioni vere, rinunce temporanee e scelte di priorità economiche. Un quadro che, per molti aspetti, parla anche all’Italia, dove tra caro-vita e costi dei trasporti cresce la distanza tra chi può permettersi di partire e chi resta a casa.

Un osservatorio annuale guidato da Jean Viard, sociologo del CNRS

A presiedere l’Osservatorio è Jean Viard, sociologo e direttore di ricerca del CNRS, il principale ente pubblico francese per la ricerca scientifica (l’equivalente, per peso e ruolo, di un grande sistema nazionale di ricerca come il CNR in Italia, pur con strutture diverse). La scelta dà all’iniziativa un’impronta da scienze sociali: non un semplice “sondaggio di settore”, ma un tentativo di leggere la società attraverso il tempo libero.

Il progetto è sostenuto dalla Fondation Huttopia e costruito insieme all’ObSoCo, noto in Francia per le indagini sui comportamenti di consumo. L’idea è ripetere ogni anno una grande rilevazione nazionale, con circa cento domande, così da creare serie storiche: non fotografie isolate, ma un film che permetta di capire come cambiano abitudini e rinunce.

Un elemento chiave è la promessa di rendere i risultati liberamente consultabili. In un panorama in cui molte ricerche sul turismo restano chiuse dietro paywall o circolano solo tra addetti ai lavori, l’Osservatorio punta a offrire materiale utilizzabile da amministratori locali, associazioni, operatori e ricercatori.

Il dato che spiazza: non parte il 28%, non il 40%

Il primo risultato è netto: il 28% degli intervistati dice di non andare in vacanza. La differenza rispetto al 40% spesso ripetuto nel dibattito pubblico non è un dettaglio statistico: cambia la narrazione. Un numero troppo alto rischia di diventare uno slogan o di alimentare un senso di inevitabilità; un dato più preciso sposta l’attenzione sulle cause concrete.

L’indagine distingue infatti più profili. Un 4% risulterebbe “duramente escluso” dalle vacanze, cioè in una condizione strutturale che rende la partenza quasi impossibile. Un 11% non parte quest’anno per mancanza di mezzi, ma spera di riuscirci a breve. E poi c’è un 7% che non parte per scelta di bilancio: non necessariamente povertà, ma priorità diverse, risparmio per altri progetti, spese ritenute più urgenti.

È una distinzione che pesa anche sul piano delle politiche pubbliche: chi è escluso stabilmente richiede interventi sociali profondi; chi rinuncia “solo” quest’anno è spesso schiacciato da inflazione, affitti, carburante e spese obbligate; chi sceglie di non partire pone invece una domanda di flessibilità e offerte più adatte a nuovi stili di vita.

Perché Huttopia dice di voler “riempire un vuoto” di dati

Philippe Bossanne, presidente e fondatore di Huttopia, sostiene che in Francia manchino dati solidi e continuativi sulle vacanze, nonostante siano centrali nella vita delle persone. Il tema esplode quando ci sono treni pieni, autostrade congestionate o polemiche sui prezzi, ma resta spesso ai margini quando si parla di welfare, salute, famiglia e qualità della vita.

L’Osservatorio, nelle intenzioni, dovrebbe servire a “oggettivare” il fenomeno: dare ordini di grandezza, tipologie, evoluzioni. In pratica, strumenti per chi deve decidere: un sindaco che vuole investire su un’offerta di prossimità, un’associazione che chiede aiuti alla partenza, un operatore che prova a capire come cambiano durata e destinazioni dei soggiorni.

Huttopia, com’è naturale, spinge anche una visione: vacanze più accessibili e più vicine, con soluzioni come campeggi e soggiorni nella natura. Un’impostazione che ricorda dinamiche viste anche in Italia, dove cresce l’interesse per mete “a corto raggio” e per formule più economiche, dal turismo lento alle vacanze spezzate in più weekend.

Resta un punto di attenzione: Huttopia è un attore del mercato turistico, quindi non è neutrale. La collaborazione con un istituto di ricerca come l’ObSoCo e la guida di Viard possono rafforzare la credibilità, ma trasparenza su metodo, domande e indicatori sarà decisiva, se l’Osservatorio vuole diventare un riferimento stabile.

Un report gratuito da 230 pagine e un libro per allargare il dibattito

Il lancio non si limita a qualche percentuale: l’Osservatorio mette online un documento di 230 pagine, scaricabile gratuitamente. Un formato “pesante”, che promette incroci di dati, tabelle e analisi utili anche a chi lavora su politiche territoriali e inclusione sociale.

La gratuità è una scelta politica oltre che editoriale: molte ricerche di settore sono a pagamento e restano confinate tra professionisti. Qui l’obiettivo dichiarato è allargare la platea: enti locali, media, associazioni, studenti.

È previsto anche un volume,Le Livre des vacances, co-firmato da Guénaëlle Gault e Jean Viard, in uscita per Éditions de l’Aube. Il passaggio dal report al libro cambia passo: meno consultazione tecnica, più costruzione di una tesi e di un confronto pubblico.

L’obiettivo: incidere sulle politiche di accesso alle vacanze

L’ambizione dichiarata è influenzare le politiche pubbliche francesi sull’accesso alle vacanze. L’idea di fondo è che partire non sia un lusso “superfluo”: tocca salute, coesione familiare, mobilità, opportunità per i più giovani. Il 28% che non parte non coincide automaticamente con un 28% “escluso”, ma segnala un volume enorme di rinunce, temporanee o scelte.

La segmentazione proposta (4% esclusione duratura, 11% impedimento congiunturale, 7% arbitraggio) può aiutare a calibrare risposte diverse: sostegno sociale per chi è tagliato fuori, aiuti mirati e offerte di prossimità per chi è in difficoltà quest’anno, formule più flessibili per chi cerca alternative (brevi soggiorni, bassa stagione, soluzioni di trasporto condivise).

C’è anche una partita territoriale: se l’attenzione resta sulle grandi destinazioni, si perde il potenziale delle vacanze vicino casa, che riducono costi e dipendenza da auto e aereo. Un tema che in Italia conosciamo bene, tra borghi che cercano nuovi flussi e città d’arte che provano a gestire l’overtourism.

La vera prova arriverà nei prossimi anni: un osservatorio serve se diventa un appuntamento atteso, capace di entrare nel dibattito nazionale e orientare scelte concrete. Altrimenti rischia di restare un prodotto di nicchia, molto citato nel turismo e poco ascoltato dove si decidono le politiche sociali.

Punti chiave

  • Huttopia crea l’Osservatorio Huttopia delle vacanze con l’ObSoCo, presieduto da Jean Viard
  • La prima indagine su 4.000 francesi stima il mancato partire al 28%, non al 40%
  • Lo studio distingue tra esclusione duratura, impedimento congiunturale e arbitraggio finanziario
  • Un rapporto gratuito di 230 pagine e un libro presso le Éditions de l’Aube prolungano i risultati
  • L’Osservatorio mira ad alimentare il dibattito pubblico e le politiche di accesso alle vacanze

Domande frequenti

Che cos’è l’Osservatorio Huttopia delle vacanze?

È un dispositivo di studio annuale creato da Huttopia tramite la sua fondazione, sviluppato con l’ObSoCo, per produrre dati accessibili sulle pratiche di vacanza e sul non partire in vacanza in Francia.

Chi dirige l’Osservatorio Huttopia delle vacanze?

L’Osservatorio è presieduto dal sociologo Jean Viard, direttore di ricerca al CNRS, figura riconosciuta sulle tematiche del tempo libero e dei territori.

Qual è il dato chiave della prima indagine 2026?

L’indagine condotta su 4.000 francesi indica che il 28% non va in vacanza, un livello inferiore al 40% spesso citato. Distingue inoltre diverse situazioni, tra cui il 4% escluso in modo duraturo e l’11% impossibilitato quest’anno.

I risultati sono accessibili al pubblico?

Sì. I promotori del progetto sottolineano un accesso libero e gratuito ai risultati, con uno studio dettagliato di 230 pagine destinato a essere utilizzato da un pubblico ampio.

Perché Huttopia lancia un osservatorio sulle vacanze?

Huttopia afferma di voler colmare una mancanza di dati solidi su un tema centrale e fornire elementi utili al dibattito pubblico, in particolare sull’accesso a vacanze accessibili e locali.

Sur le même sujet

50 % de pétrole en moins et un coût réduit de 25 % : la fibre de carbone mise sur un déchet du papier

Un résidu abondant de l’industrie papetière pourrait rendre la fibre de carbone plus accessible. Des chercheurs de l’université...

Deux longueurs, plusieurs modes de tir : Lockheed Martin dévoile le missile modulaire AGM-158 FLEX

Lockheed Martin veut faire évoluer ses missiles de croisière sans repartir d’une feuille blanche. Son nouveau concept AGM-158...

Un drone de 9 mètres réussit un test inédit sur une piste en terre en pleine mission

Le Mojave a quitté un aérodrome classique avant de se poser sur une piste en terre aménagée dans...

Le Big Bang n’a peut-être pas créé le temps : ce que pensent vraiment les physiciens

Le Big Bang correspond-il réellement au commencement du temps ? Une vaste consultation internationale révèle que la majorité...